L’ALECCHINO ERRANTE MASTER 2022 – 2023

FORME FISSE E IMPROVVISAZIONE
Il felice paradosso della Commedia dell’Arte

La base della creatività è la Danza. Visibile o interiore che sia. Con le parole o con i gesti, ma sempre con il corpo. Certo, ci sono gradazioni: pesi o sublimazioni.
Non è possibile una danza senza Forme, così come non è possibile un discorso senza parole. Anche sotto questo aspetto ci sono gradazioni, dal pesante al lieve, ma anche la più fortunata spontaneità o invenzione immediata non può prescindere da una qualche articolazione di Segni, anche inediti o “improvvisati”.

La Maschera insegna la relazione con le forme. E’, o dovrebbe essere, un’opera d’arte che sostituisce il volto. Chi la indossa è chiamato a capirla, a lasciarsi “informare”, cioè modellare (dentro e fuori) secondo i suoi tratti. Senza volontà, per empatia. Nella Commedia dell’Arte la maschera si estende al corpo attraverso forme fisse, plastiche e comportamentali. Anch’esse vanno capite, e ne vanno ascoltate le “informazioni”. Perché non si tratta di esibirle, o di usarle come illustrazioni (di caratteri o di atteggiamenti). Si tratta al contrario di ascoltarle. Esse devono nutrire l’attore, con sostanze nuove che egli non poteva prevedere all’inizio. La forma che nutre è forse la migliore definizione di una Commedia dell’Arte che funziona e che può avere un senso importantissimo nel teatro di oggi e in quello di domani. Perché questo effetto di “nutrizione” possa verificarsi occorre proprio che le forme siano Artistiche, cioè: precise nel disegno; spostate dal quotidiano; non facili da eseguire all’inizio; dotate di bellezza; predisposte alla danza.

Oltre all’aspetto “nutritivo”, perché ogni maschera diventi punto di partenza per la creatività e per l’improvvisazione, serve un altro ingrediente: la pazienza e il lungo esercizio. Né più né meno che per un musicista, un danzatore, o un interprete professionale di lingue.
Tuttavia anche qui esistono delle gradazioni… Si può danzare, e far danzare gli altri, utilizzando solo due note, e non tutta la gamma di armonie disponibili? La risposta è sì.
Ci vuole umiltà, predisposizione etica, e soprattutto ci vuole la conoscenza delle regole e dei meccanismi che permettono l’educazione della percezione e dell’espressione: non perdere il tempo della propria azione; sentirne il ritmo e collegarlo a quello altrui; vivere il dialogo come un gioco di ascolto obbligato, organico ed esatto nello scambio delle energie; produrre il monologo come una catena di azioni (o frasi) “al presente” e non al futuro; comprendere lo spazio ed il valore della propria azione nelle sue dimensioni; ecc. ecc. .

Il Master de L’Arlecchino Errante, nel primo laboratorio (fine settembre 2022) chiamato MASK BRIGADE, offre:
– la conoscenza delle principali forme (verificate e restaurate) della Commedia dell’Arte
– il training per il loro utilizzo creativo, con utili esperienze di mimo e di danza collaterali
– qualche esempio di nuova drammaturgia delle forme
– gli esercizi di base propedeutici alla improvvisazione

Ferruccio Merisi, direttore della Scuola Sperimentale dell’Attore dal 1988 e del Festival Laboratorio
L’Arlecchino Errante dal 1997, guida il Master 2022 /2023, con la collaborazione dei suoi colleghi di ricerca:
Lucia Zaghet, Giulia Colussi, Daria Sadovskaia, Claudia Zamboni e Jacopo Pittino.

Il Master si svolge a Pordenone dal 26 settembre all’8 ottobre 2022.


Info e iscrizioni: 351 8392425 – contact@arlecchinoerrante.com