Arlecchino Errante 2013
L’edizione di quest’anno è dedicata alla “Femina Ridens”
Ridens, non necessariamente comica, magari anche vittoriosa, sorniona, ironica, sorridente, baccante, ghignante, indignata, estatica…… Continua a leggere
L’edizione di quest’anno è dedicata alla “Femina Ridens”
Ridens, non necessariamente comica, magari anche vittoriosa, sorniona, ironica, sorridente, baccante, ghignante, indignata, estatica…… Continua a leggere
quest’anno analizziamo una tendenza globale che esprime un’attenzione al “popolare”, non tanto come ricerca o definizione di consenso, quanto come valore. Qualcosa che ha a che vedere con le radici, le specificità, le “bio-diversità” culturali da salvare.… Continua a leggere
quest’anno ci confrontiamo col mimo, non tanto come fenomeno storico o linguaggio tipico, ma soprattutto come istituzione poetica e, prima ancora, pedagogica. Dedicato idealmente a Etienne Decroux nel ventennale della scomparsa, il programma visita infatti alcuni dei principi più significativi di quel teatro del corpo, a volte elementare a volte astratto, a volte ingenuo a volte ermetico, che è stato in Occidente la base di tutte le rivoluzioni teatrali del secondo novecento.… Continua a leggere
si intende indagare e praticare la capacità comunicativa, al di là di ogni barriera culturale, di un certo tipo di linguaggio del corpo, dotato di risonanze antropologiche profonde e costruito per “arrivare” all’ascoltatore.… Continua a leggere
l’intraducibile espressione inglese “The Holy Fool” accosta l’aggettivo di “santo” al buffone-clown, al matto, al giullare, al sempliciotto sagace: insomma a quella figura popolare di poeta-profeta radicata in ogni cultura del mondo.… Continua a leggere
“Utopia”, ovvero nostalgie, negazioni, immaginazioni infinite… Tutto ciò che le filosofie della ragion pratica da sempre chiamano illusione. Su questo orizzonte viene disegnato il programma didattico, oltre a quello degli spettacoli. Così la “monografia d’appoggio”, la finestra sinergica su altre culture (teatrali e/o storiche) quest’anno è rappresentata dalla danza Butoh, nata come “manifesto” fisico contro gli orrori di Hiroshima e sviluppata poi come meditazione attiva sull’assoluto corporeo e le sue metamorfosi. La docente è Yumiko Yoshioka, danzatrice e coreografa di fama internazionale.… Continua a leggere
È la parola che definisce quest’anno la prospettive dello sguardo di Arlecchino sempre più Errante. Un tema che fa appello certamente all’origine delle maschere e alla loro “allupata” selvatichezza, ma che si coniuga con altre valenze del bisogno insindacabile di vita, sul piano ecologico, etico, psichico, sociale ecc.… Continua a leggere
La marionetta, ovvero l’attore e il suo doppio ha le articolazioni -semplici o complesse- di un qualsiasi strumento o macchina. Ma qual è il suo lavoro? Essa agisce sui cuori, sui sogni, sulle emozioni più nascoste. Staccata dall’uomo-attore, è più accettata dallo spettatore come parte simbolica di sé, attraverso un meccanismo percettivo che sembra assai lontano dall’identificazione, come piacerebbe a Brecht.… Continua a leggere
C’è una possibilità del teatro che consiste nell’evocare – o convocare – un personaggio e il suo destino. La cerimonia (ovvero lo spettacolo) potrà, forse, realizzare una conferma del buio oppure una illuminazione. E l’attore presta la sua vita, per un’ora, ad una dimensione mediatica e oracolare che prescinde dalla sua semplice volontà e dal suo controllo ideologico.… Continua a leggere
la Grazia Difforme è uno sguardo sugli orizzonti non-conformisti del Teatro (e dell’Arte in generale); soprattutto rispetto alle forme, e alla loro essenza di strutture di rappresentazione e di interpretazione della realtà.… Continua a leggere